Gastronomia delle Canarie

Grattando la superficie di Lanzarote, splendida e selvaggia isola delle Canarie, è possibile scoprire realtà sconosciute ai più come i forni comunitari in pietra lavica. Costruiti con la stessa roccia nera delle eruzioni che hanno plasmato l’isola, questi forni sono simbolo di una tradizione che rischia di scomparire.

Visitando questi forni comunitari potrai toccare con mano parte della storia dell’isola, che ruota attorno al pane. La sua preparazione era una storia collettiva, una realtà in cui le persone del posto condividevano non solo il lavoro ma anche momenti di vita. Risate, parole scambiate, nuove conoscenze… tutto accadeva davanti ai forni comunari.

In una realtà moderna che punta sempre di più sull’individualismo, i forni comunitari di Lanzarote ci ricordano l’importanza delle tradizioni, del lavoro di squadra e del semplice stare insieme.

I forni della terra: pietra lavica, fuoco e comunità

I forni comunitari, chiamati “hornos” dalla gente del posto, funzionavano in maniera semplice ma efficace. Un grande vano circolare, rivestito internamente di pietra refrattaria, veniva riscaldato per ore con legna di fichi secchi, ginestre o cespugli secchi, fino a raggiungere temperature molto elevate. Una volta rimossa la cenere, le persone utilizzavano l’interno del forno per cuocere dolci, pane e altri cibi, sfruttando il calore residuo.

Questi forni appartenevano alla comunità e, di conseguenza, potevano essere usati da chiunque. La famiglia preparava l’impasto a casa e poi si recava al forno comunitario per cuocerlo. Quella era anche l’occasione per scambiare due parole con gli altri e condividere dei momenti nell’arco di giornate che a volte potevano essere molto faticose.

Dove vedere gli antichi forni di Lanzarote

Se, leggendo di questa tradizione che ci fa vedere immagini di un tempo ormai passato, desideri ammirare con i tuoi occhi i forni comunitari dell’isola, ecco alcune località in cui puoi trovarli:

  • Tinajo. Questo è uno dei centri dell’isola più attivi nella riscoperta dei forni comunitari. Alcuni di questi sono ancora funzionanti e le famiglie li usano in occasioni come la Romería de Los Dolores. Da lì, oggi come allora, escono fragranti pagnotte e gustosi dolci.
  • Haría. Anche in questa zona è possibile trovare alcuni forni tradizionali, fra cui quelli restaurati e visitabili. Non perderti la Casa Museo de Haría, dove si svolgono eventi rievocativi che ti permettono di vedere la cottura di pane e dolci nei forni comunitari.
  • Museo Agricolo El Patio (Tiagua). Si tratta di un museo etnografico che ospita anche un forno comunitario perfettamente funzionante, usato per laboratori e dimostrazioni.

3 ricette ispirate ai pani e dolci della tradizione contadina

La giornata sta per terminare, il cielo inizia a tingersi di arancio e le ragazze e le donne del villaggio, con le loro ceste contenenti gli impasti, raggiungono il forno comunitario più vicino. Presto anche gli uomini e i ragazzi, di ritorno dal lavoro, si attardano in zona, mente l’aria si riempie del delizioso odore del pane e dei dolci. Gruppi di bambini giocano e ridono, i giovani si corteggiano, le ragazze lanciando timide occhiate a quel mondo che a volte le affascina e le altre le spaventa, mentre le donne parlano di bambini e lavori di casa. Questo è un quadro di una realtà che va sempre più persa a ogni giorno che passa e, oltre a visitare i forni comunitari, un ottimo modo per ricordarla è di preparare o assaggiare le pietanze che erano solite uscire da quei forni.

Ecco tre ricette a cui puoi ispirarti per riportare in vita questa tradizione dell’isola:

  • Pan de millo (pane di mais). Preparazione classica a base di mais gialla, sale, acqua e lievito madre. Ai tempi delle nonne, il pane veniva impastato con forza, lasciato lievitare per ore e poi cotto a temperature molto alte. Il risultato era un pane dalla crosta nera e fragrante, dal gusto intenso e leggermente affumicato.
  • Bollos caseros (panini dolci). Questi erano piccoli panini ddolciti con miele o zucchero di canna, arricchiti con zucca, patata dolce o strutto. Questi venivano preparati principalmente in occasione delle feste patronali e venivano distribuiti nel vicinato come segno di buon auspicio. Alcune ricette prevedevano l’aggiunta di frutta secca o spezie.
  • Rosquetes. Queste ciambelle dolci, spesso aromatizzate con semi di anice, scorza di limone o liquore locale, venivano spesso decorate con zucchero o glassa fatta in casa. C’erano diverse varianti, quelle fritte e quelle, più rare, al forno.

L’importanza di mantenere in vita i forni comunitari

Una semplice visita a uno dei forni comunitari ancora attivi a Lanzarote, magari accompagnata da una degustazione dei prodotti tipici di un passato che non c’è più, contribuisce a non far scomparire le tradizioni dell’isola. Il mondo è sempre di corsa, tutto punta sempre verso il cosiddetto progresso e spesso, nell’avanzare, lasciamo indietro proprio quelle tradizioni che, un tempo non troppo lontano, hanno arricchito la vita di tante persone come noi.

Scegli una vacanza lenta, in cui spingerti oltre le località più note di Lanzarote, per andare alla scoperta di questi scorci di antichità. Soggiorna in un agriturismo o in una delle casas rurales, situate nell’entroterra, che ancora hanno dei forni comunitari funzionanti o che li stanno ripristanando. Diverse realtà già offrono degustazioni, laboratori di preparazione del pane e dei dolci come venivano fatti una volta e cene rurali con cotture nei forni comunitari.

Il percorso Camino del Pan y del Vino è forse quello più noto fra chi desidera scoprire la Lanzarote più autentica ed è caratterizzato dalle visite alle cantine e ai panefici del posto abbinate a tappe in antichi forni comunitari.